Ordine Libanese Maronita OLM

Ordine Libanese Maronita: un ordine proveniente dal Libano facente parte della chiesa cattolica orientale, di tradizione Antiochena e di cultura siriaca.

I maroniti sono un gruppo di cristiani che traggono il nome e le origini da San Marūn, un eremita del IV secolo, e formano la chiesa maronita cattolica orientale, mai separata dalla Chiesa di Roma, nata come parte integrante della Chiesa Antiochena, fondata dall’Apostolo Pietro, dove ad Antiochia, per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani, secondo gli Atti degli Apostoli (Atti 11,26).

Il loro nome deriva da San Marūn morto nel 410.

L’Ordine Libanese Maronita data la sua formazione all’anno 1695 ed è il risultato di un lavoro innovativo monastico compiuto da tre giovani maroniti di Aleppo, Gabriele Hawwa, Abdalla Qaraali e Jouseph Biten, appartenenti a famiglie maronite nobili nella pietà e nei possedimenti materiali. La vocazione dello Spirito Santo lievitò nella loro anima, parlarono tra loro e con i loro parenti circa i loro progetto, e partirono in Libano col pretesto del pellegrinaggio e del commercio - come raccontato alle famiglie per evitare un possibile fallimento -.

Arrivati al Monastero della Madonna di Qannubin - trasformato in una sede patriarcale maronita dall’anno 1490 -, raccontarono al Patriarca Estephan Duwaihi (1670 1704) il mistero della loro vocazione; quest’ultimo li interrogò e li avvertì circa le difficoltà e l’austerità della vita monastica nel luoghi poveri e insicuri - in discordanza con la vita che sino ad allora quei giovani, appartenenti a famiglie benestanti, avevano condotto -; tuttavia, i giovani confermarono con fermezza la loro scelta. Il Patriarca dinnanzi alla loro determinazione benedisse l’iniziativa, appoggiò il loro cammino e donò loro una sede, il Monastero di Mort Mura - Ihden, il 1° agosto del 1695. Fu l’inizio dell’Ordine Libanese Maronita.

Interessante sottolineare che quando i fondatori giunsero in Libano, ivi esistevano già numerosi monasteri, soprattutto nella regione di Byblos e Bsharre - nei monasteri di Byblos e del nord patriarchi e vescovi hanno preso sede sin dal Medioevo -, ed anche in Kesserwan ve ne erano di numerosi dall’inizio del XVI secolo, non contando poi gli studenti dei Collegio maronita a Roma. Senza dubbio, la prosperità di questi monasteri nei monti del Libano hanno spronato i giovani fondatori a raggiungere in questa regione.

Il patrimonio monastico siriaco-antiocheno è piuttosto ricco e contiene due tendenze fondamentali: quella della clausura individuale e quella della vita monastica organizzata. Quando i fondatori decisero di abbracciare la vita monastica, la vita monastica organizzata in Libano era poco scelta e prossima alla scomparsa. Nel suo memoriale Qaarali racconta quanto sperimentato nel Monastero di Nostra Madonna di Tamish, dove visse in una comunità di sette monaci, da una parte, e un certo numero di monache, dall’altra: non vi era la figura del superiore, non c’era legge, non c’era l’impegno dei voti, vigeva solo un abbandono a Dio e alla Sua provvidenza, “camminavano con semplicità e banalità, e questo risulta buono per i buoni ma pericoloso per i non buoni”.

Il 10 novembre 1695 i fondatori ricevettero il cappuccio monastico dalla mano del Patriarca Estephan, nel Monastero di Qannubin il 10 novembre 1695. Questa data rappresenta la stazione fondamentale che riunisce i capitoli generali dell’Ordine.

In breve, la discordia si insediò nell’Ordine al punto che, nell’anno 1699, si verificòo un forte contrasto fra i fondatori sulla determinazione dello scopo dell’Ordine: Grabiele Hawaa voleva che l’Ordine fosse solo apostolico e che la carica del Padre Generale fosse a vita, Qaarali e la maggioranza dei monaci desideravano che esso fosse monastico e che l’apostolato fosse esercitato limitatamente alle leggi monacali. L’Ordine seguì Qaraali che fu designato Superiore Generale - fino al 1716, quando fu eletto vescovo di Beirut -, mentre Hawaa dapprima si recò, sotto consiglio del Patriarca, al Monastero di Mort Mura per fondare il suo ordine poi, non riuscendoci, dopo tre anni partì per Roma - dove rimase fino alla sua morte -, tentando di acquistare una stamperia. Fu nominato vescovo di Cipro nel 1623.

Le Costituzioni dell’Ordine Libanese Maronita furono confermate dal Patriarca nel 1700 e da Papa Clemente XII, con una bolla apostolica, il 31 marzo 1732. Una pubblicazione della “Propaganda fede” dell’anno 1735 titola “Le Costituzioni e le Regole monastiche che appartengono alla confraternita dell’Ordine Libanese Maronita”; fu chiamato la “Legge Nera”. Nel 1938, un’altra edizione intitolata “Legge Rossa”. Nel 1706 Qaraali conferì il nome “Ordine Libanese Maronita alla confraternita, che lo porta ancora oggi. La maggior parte dei monaci maroniti presenti allora in Libano abbracciò questa nuova forma organizzata di monachesimo, determinando l’ampliamento dell’Ordine Libanese Maronita in numeri e monasteri, rendendolo prospero e servizievole.

Nell’anno 1736, l’Ordine costruì il primo monastero canonico per le suore dell’Ordine Libanese Maronita, il Monastero di Sant’Elia, nel villaggio di Jeita. Nello stesso periodo fu designato l’abito monastico - per distinguerlo dalla tonaca dei preti diocesani -. Furono inoltri definiti la gerarchia ed il protocollo dalla carica del Padre Generale discendendo. Nel 1721 Qaraali terminò di scrivere i commenti sulle Costituzioni, la “Lampada monastica nelle spiegazioni”, immediatamente diffuso in tutti i monasteri del Libano e fuori; un manoscritto dell’autore, datato 1721, è presente a Roma, un altro nell’Episcopato Maronita di Aleppo datato 1727.

Quando il volto dei fondatori si spense, Faraat nel 1732 e Qaraali 1742, iniziò un periodo di dissidio molto pericoloso nell’Ordine che causò, nel 1768, la sua divisione in due rami: l’Ordine Libanese Maronita (Baladita) e l’Ordine Maronita Aleppino. A quel tempo l’OLM contava 190 monaci libanesi e 1 solo aleppino, l’OMM 61 aleppini e 5 libanesi. Furono distribuiti tra gli ordini anche i beni. Dopo la divisione, l’Ordine Libanese Maronita continuò a prosperare ed annettere nuovi monasteri. Lo sviluppo fu talmente esponenziale sotto ogni aspetto - agricolo, culturale e pastorale, produzione di testi e libri (in Libano, per la prima volta, fu stampato il Messale, nel 1816) -, che questo periodo fu definito la seconda epoca d’oro. Nei periodi successivi fondò scuole per occuparsi della formazione culturale delle nuove generazioni. Durante la Prima guerra mondiale il Padre Generale Ignazio Dagher (1913-1929) diede come garanzia tutte le proprietà dell’Ordine per l’ottenimento, da parte della Francia di 2 milioni di franchi d’oro che avrebbero aiutato la popolazione povera; la Francia, impressionata dal gesto, fornì il denaro necessario senza nulla in cambio. Nel 1950 l’Ordine fondò la sua università, l’USEK. Dall’inizio del XX secolo l’Ordine ha visto, tra i suoi figli, San Nimatullah, San Charbel, Santa Rafqa, Beato Fratel Estephan, i frutti di un lungo percorso di spiritualità. Durante la Seconda guerra mondiale, l’Ordine ha rivestito il ruolo del buon samaritano, accogliendo nei monasteri tutte le persone in fuga dalla guerra. Tra 1944-1950, l’Ordine, aprì le porte ai palestinesi emigrati, e durante l’ultima guerra (1975-1990) mise a disposizione tutte le sue risorse per i cristiani costretti ad abbandonare le proprie abitazioni. Nel 1949 venne fondato l’Ospedale di Santa Maria del Soccorso ottemperare alle esigenze della popolazione, e fondò anche l’Ospedale di Beit Shabab per la riabilitazione degli invalidi di guerra. Ciascuna guerra è stata vissuta l’Ordine con estrema profondità, contando anche martiri e perdite materiali, ma sempre pronto alla ricostruzione. Dall’anno 1737, l’Ordine uscì dal Libano, raggiungendo diversi paesi nel mondo - ad oggi conta diciassette centri fuori dal Libano -.

Il Padre Generale Ignazio aprì le cause di beatificazione e canonizzazione dei servi di Dio Nimatullah, Charbel e Rafqa.